Anna Ruchat

È nata a Zurigo nel 1959. Ha studiato filosofia e letteratura tedesca a Pavia e Zurigo. Traduttrice e scrittrice. Tra gli autori che ha tradotto figurano Thomas Bernhard, Paul Celan, Nelly Sachs, Victor Klemperer, Mariella Mehr, Werner Herzog, Friedrich Dürrenmatt. (2015)

Werke (Auswahl)

Ognuno incatenato alla sua ora / Jeder an seine Stunde gekettet.
Giulio Einaudi editore, 2014

Binomio fantastico. Poesie.
Di Felice, 2014

Volo in ombra .
Quarup, 2010

Die beiden Türen der Welt.
Rotpunkt Verlag, 2006

In questa vita. Racconti.
Edizioni Casagrande, 2004

2015

Ognuno incatenato alla sua ora / Jeder an seine Stunde gekettet

Giulio Einaudi editore, 2014

Der zweisprachige Lyrikband (Übersetzungen von Anna Ruchat) enthält die Quintessenz von Mariella Mehrs dichterischem Schaffen, darunter viele unveröffentlichte Texte. Wie in ihrem gesamten Werk, bringt die jenische Autorin mit betörender Sprachwucht existenzielle Fremdheit, Verzweiflung und Wut zum Ausdruck.

Aus: Mariella Mehr. Ognuno incatenato alla sua ora / Jeder an seine Stunde gekettet. Giulio Einaudi editore, 2014

Steinatem,
er gefriert zur
Niemandslandstille.

Kein Gedankenschatten,
unverrückbar
hält hier Wache und lauscht,

obwohl,
es könnte ein Vogel
schüchtern das Singen lernen.

//

Respiro di pietra
si gela e diventa
silenzio della terra di nessuno.

Non un’ombra di pensiero,
irremovibile
sta di guardia qui e tende l’orecchio.

Eppure,
un uccello potrebbe
imparare timidamente a cantare.


Übersetzungsatelier: Mariella Mehr und Anna Ruchat, 16.05.2015, SLT

Fr, 15.05.15, 11:00

Gläserner Übersetzer
Landhaus Gläserner Übersetzer

Sa, 16.05.15, 10:00

Übersetzungsatelier
Landhaus, Säulenhalle
Moderation: Paola Gilardi
de/it
2011

Volo in ombra

Quarup, 2010

Dopo il suo felice esordio con i racconti di In questa vita, Anna Ruchat torna alla prosa narrativa con un libro di raffinata costruzione e di grande coinvolgimento emotivo. Volo in ombra racconta la storia del vuoto lasciato in una bambina dell’assenza della figura paterna e del tentativo di recuperarne l’immagine grazie a documenti, testimonianze, voci di altri, fotografie. Il racconto, diviso in tre parti, nelle quali si alternano voci narrative diverse, si inserisce in un filone narrativo tra i più affascinanti oggi, e che rinvia, come modello, ad uno degli scrittori più ammirati degli ultimi anni, W.G. Sebald.

Aus: Anna Ruchat. Volo in ombra . Quarup, 2010

Nel 1959 sono precipitati in Svizzera cinque aerei militari durante il servizio. Quattro dei piloti sono morti. Nel 1960 ne sono precipitati sette. Otto piloti sono morti. Il 1961 è stato un anno fortunato, sono precipitati soltanto due aerei e un solo pilota è rimasto ucciso. Nel 1963 sette incidenti e sei piloti morti.
Dove sei? La bambina è seduta su un muretto e si guarda le scarpe.
Mio padre è caduto il 25 ottobre del 1960, alle 15.55 di una giornata quasi senza nuvole, per un guasto tecnico al propulsore dell’Hunter sul quale volava. È morto anche lui in questa piccola guerra senza battaglie che è durata, in Svizzera, per tutto il secolo scorso e che prosegue, quatta quatta, anche oggi.


Lesung: Anna Ruchat, 04.06.2011, SLT

Sa, 04.06.11, 17:00

Lettura
Landhaus, Seminarraum
Moderation: Pietro De Marchi
2007

Die beiden Türen der Welt

Rotpunkt Verlag, 2006

Sa, 19.05.07, 11:00

Lesung
Landhaus, Seminarraum
Moderation: Paola Gilardi
de/it
2005

In questa vita. Racconti

Edizioni Casagrande, 2004

Aus: Anna Ruchat. In questa vita. Racconti. Edizioni Casagrande, 2004

Ehi, metti la testa fuori tu che ti nascondi, sono qui, sono morta e voglio raccontare: mi sono sposata abbastanza presto con un uomo buono, non colto ma gran lavoratore, che piaceva in famiglia. A quel tempo volevo soltanto andarmene da casa, sottrarmi alle grinfie di mia madre e al continuo confronto con mia sorella. Lui si fece assiduo in casa nostra, lo pregai, tirami via dal fango, che non ci restassi impigliata e così ebbi un bell’appartamento, mobili in radica, tappeti orientali, tendine di organza alle finestre, una figlia. Avevo sistemato le cose, mi rimaneva però l’intimo inferno di un cuore rappreso che tace la pena e non la conosce. Il mio sorriso era rigido, la mia bellezza difficile. Già allora, il rancore pungeva quando sistemavo i fiori sul tavolo da pranzo per il compleanno di mia figlia. Nessun sentimento saldo mi legava alla vita, temevo le carezze e i gesti d’affetto.
Da ragazza avevo avuto un corpo ingombrante e avrei voluto invece un corpo di gazzella. Avevo digiunato e capito poi che la bellezza non c’entra. Mi preoccupavo del dopo e non vivevo mai nei miei atti, così mi è rimasta un’aria accigliata che non mi ha giovato.


So, 08.05.05, 13:30

Lettura
Landhaus, Säulenhalle
Moderation: Jacqueline Aerne
it/de