Editoriale

Care visitatrici e cari visitatori, dopo il giubileo dell’anno scorso, la 41esima edizione delle Giornate Letterarie di Soletta non proporrà affatto un programma scialbo, bensì ci consentirà di avventarci su un futuro magari più limpido o forse più grigio del passato, ma di certo concentrato sui movimenti culturali e sull’universo femminile. Questi sono gli elementi che si snodano come fil rouge in tutto il programma. La letteratura al femminile sarà affrontata in un podio che cercherà di scoprire chi la pubblica, chi la legge, chi riceve i premi e chi gode della presenza dei media. Senz’altro nella lettura di «Destino» di Raffaella Romagnolo si rivivranno le guerre e la Storia con gli occhi delle donne.

Spesso il mondo è avvolto da suoni e fumo, molte cose sono inafferrabili e serpeggiano tra categorie apparentemente definite quali sesso, provenienza e ruolo nella società. Ma è proprio vero che ciò è fonte di paura e porta alla creazione di numerose opere distopiche? Oltre a un podio di discussione su questo rilevante tema a Soletta 2019 sarà possibile ascoltare anche letture tratte da «Die Hochhausspringerin» di Julia von Lucadou, opera in cui l’individuo è controllato da algoritmi e non ha più alcuna libertà. E che ne è dell’amore? Riveste ancora un ruolo determinante?

Una cosa è certa: il presente attuale è caratterizzato dall’interculturalità. La connessione, sempre più rapida, tra mondo e individuo si manifesta in misura crescente nella letteratura, portando ad un miscuglio di lingue, luoghi e registri. In tutte le direzioni, da Gratosoglio a Rebibbia, dalle coste del Sulcis al basso Piemonte, dai sentieri della Valle di Blenio alle piazze bellinzonesi, i tratti locali guardano lontano e i contrasti linguistici entrano nelle poesie, nei romanzi e nei fumetti.

Come vedete, il ventaglio è molto ampio. Vi invitiamo a godervi una retrospettiva negoziata duramente ma pur sempre soggettiva – e non può essere altrimenti – in lingua tedesca, francese, italiana e retoromancia, in cui le star non sono singole persone, bensì la letteratura stessa. E tutti coloro che lavorano in questo settore: le autrici e gli autori invitati dalla Svizzera e dall’estero nonché le traduttrici e i traduttori, che in parte rendono accessibili le loro opere per la prima volta. 

Speriamo possiate convincervi del fatto che il piacere deriva dal dubbio e le critiche si affiancano all’entusiasmo. E quando, alla sera, ci troveremo seduti al tavolo di uno dei numerosi bar sull’Aare, avremo la certezza che ciò è assolutamente vero.

Per la Commissione di programmazione

Daniele Cuffaro