Alberto Nessi

Mi chiamo José, ho trentun anni, faccio il libraio a Lisbona. Sono malato di polmoni e voglio cambiare il mondo.
Per tanto tempo ho pensato di essere il santo raffigurato nell’abside della chiesa del Salvatore, al paese che mi ha visto nascere. Correvo sul mio cavallo bianco e infilavo la lancia nelle fauci del drago. Erano fauci spalancate accanto all’altar maggiore e appartenevano a un lucertolone con la cresta che nelle prediche della domenica rappresentava il male. La fede era il bene, il lucertolone il male. Ed io san Giorgio sul cavallo bianco. Ora voglio raccontare quel sogno.

(Da: La prossima settimana, forse)