
Per Federico H. CRISALIDE
(Da: L'occhio s'imperla di Federico Hindermann (AF Edizioni, Bellinzona 2011)
Ho guardato la crisalide. Appesa allo stelo della pianta. Protetta dall'aria e dall'aria insidiata. Starsene lì in quell'attesa sovrana a custodire l'esistenza che doveva protrarsi, che doveva poi compiersi. Con sopra un cielo sfrangiato da colonie di foglie dell'albero attento nella sua indifferenza.
Ho guardato la crisalide vivere del suono di quelle foglie foglioline attaccate a un ricamo di luce, in un intenso odore di erba e corteccia, nutrirsi del silenzio che da sé germinava.
E il silenzio era corpo invadente di tutto il mostrarsi e ritrarsi che appariva al pensiero sotto forma di figure inconsuete provenienti da un pensiero anteriore, da una parola già vibrante ancor prima di essere detta.
Ho guardato la crisalide, rassegnata al suo corso vitale, rimanere impassibile al disgregarsi improvviso di una grigia parte di cielo, a causa di un vento incostante.
L'ho guardata mentre il tronco dell'albero brulicava di insetti, mentre l'erba del prato aveva il colore del tempo che accade.
Allora ho pensato agli istanti, e gli istanti avevano la consistenza di stagioni, di epoche, di colpe sospinte verso alcune fragili scuse.
E tutto sembrava ascoltarmi, mentre io pativo la gioia del ricordo, nutrendomi di mucchietti di oblio, sempre pronti a curare ferite, a sostenere illusioni.
Gli insetti andavano, continuavano il loro rito migratorio lungo i sentieri dell'inappuntabile raffinatezza del caso.
Le orme delle mie scarpe sull'erba raccontavano che qualcuno doveva essere passato di lì e l'avrebbero raccontato perlomeno fino alla prossima pioggia abbondante.
Mentre la sera, con la sua luminescenza traslucida, sistemava sui rami dell'albero e sulle sue foglie sussurranti il colore indigesto di un silenzioso congedo, la crisalide tratteneva in sé ogni colore e odore.
Racchiusa nella sua incrollabile perseveranza, annuiva al cielo, che si stava muovendo da un punto all'altro del cielo, da un punto all'altro dell'idea di quella immagine.
L'ho guardata mentre continuava a restare lì dove stava, dentro il mio sguardo che declinava suoni e e racconti di un passato a venire, nel luogo dove tutto è già come compiuto e ancora in procinto di essere.
Bologna, 13 giugno 2011
Lettura
Die Gewinner des OpenNet 2013, des traditionellen Schreibwettbewerbs der Solothurner Literaturtage, sind bekannt.
Die 36. Solothurner Literaturtage finden statt vom
30. Mai – 1. Juni 2014.
Zum Programm der: 35. Solothurner Literaturtage 2013

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